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  Approfondimenti
 

Dell presenta il primo display 24 pollici 16:9 Full HD

Dell ha presentato un nuovo display Lcd da 24 pollici con risoluzione nativa Full HD di 1.920 x 1.080 pixel, con un rapporto d’aspetto esatto di 16:9. Schermi di questo tipo sono solitamente costruiti in 16:10, con risoluzione di 1.920 x 1.200, non perfettamente in linea con la risoluzione degli ultimi film in alta definizione.

 

 

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Le altre caratteristiche sono altrettanto interessanti, a partire dai dati tecnici con tempo di risposta di 5 ms, contrasto di 1000:1 e luminosità di 300 cd/m2. Le connessioni sono le “classich” Vga, Dvi e Hdmi, ovviamente con supporto all’Hdcp. Il prezzo è inoltre una piacevole sorpresa: 379$ (circa 250€).

Chipset Nvidia nei notebook Apple: pronti per “Hybrid Sli” e GpGpu

Dopo le prime informazioni dei giorni scorsi, in cui Apple sembrava decisa ad adottare un chipset NON Intel per la prossima generazione di notebook MacBook e MacBook Pro, arrivano altre informazioni molto interessanti.

 

La decisione sembra infatti ormai definitiva, e la scelta sarebbe ricaduta sul chip Nvidia MCP79, dotato di grafica integrata di livello superiore a quella normalmente presente nei chipset Intel.

 

La scelta di questo componente permetterebbe inoltre di abilitare la tecnologia Hybrid Sli, con le due funzionalità Hybrid Power e GeForce Boost.

 

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geforce_boost_small.jpgCon quest’ultima, utilizzando una scheda grafica discreta Nvidia (di fascia bassa), sarebbe possibile abilitare uno Sli con quella integrata nel chipset, migliorando le prestazioni globali. Con Hybrid Power e schede di fascia alta si potrà invece utilizzare il chip grafico integrato quando non sono richieste prestazioni di alto livello risparmiando energia, e passare automaticamente a quella discreta per giochi o applicazioni pesanti.nvidia_hybridpower_small.jpg

L’adozione del chipset Nvidia con grafica integrata permetterebbe inoltre di sfruttare le prossime tecnologie OpenCL per i calcoli matematico/scientifici con la Gpu, offrendo un incremento prestazionale davvero notevole anche sui normali notebook.

 

Mediaset chiede i danni a Youtube

Anche Mediaset, come altri operatori televisivi mondiali nei loro paesi, ha depositato presso il tribunale di Roma una citazione contro Youtube per “diffusione illecita e sfruttamento commerciale di file audiovisivi di proprietà del gruppo”.

 

 

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Mediaset chiede il risarcimento record di 500 milioni di euro, per compensare la messa in rete di 4643 filmati (325 ore) visibili al giorno 10 giugno 2008 e l’ovvia rimozione degli stessi.

 

Il risarcimento sarebbe dovuto per “mancati introiti derivanti dalla pubblicità”; secondo il gruppo Mediaset sarebbero state “perse” 315.000 giorni di visione dei propri programmi, causando un danno economico non irrilevante.

 

Tralasciando per un attimo cifre e dati e concentrandoci sulle implicazioni legali possiamo affermare come Mediaset abbia sicuramente il diritto di chiedere a Youtube (e quindi Google) di rimuovere i propri contenuti e di ottenere un risarcimento. Sarà poi il tribunale a decidere l’entità effettiva dello stesso, in un procedimento che, molto probabilmente, andrà per le lunghe.

Un nuovo Firewire raggiunge lo standard: banda fino a 3,2 Gbit/s

mac_fireicon.jpgL’interfaccia Firewire, uno standard amato soprattutto da professionisti e utenti Apple, si evolverà entro fine anno. L’organo di standardizzazione mondiale IEEE, che gestisce di fatto molti standard di comunicazione in ambito informatico (Wi-Fi, Bluetooth, Firewire, etc…) ha infatti approvato la nuova specifica IEEE 1394-2008, incrementando la banda disponibile su Firewire fino a 3,2 Gbit/s.

 

Le due specifiche attuali, IEEE1394 e IEEE1394b, meglio conosciute come Firewire 400 e Firewire 800 offrono infatti 400 e 800 Mbit/s, il nuovo standard, basato sugli stessi connettori della versione 800 prenderà probabilmente vita in due distinti modelli, chiamati molto probabilmente Firewire 1600 e 3200.

 

In futuro è probabile l’approvazione di un’ulteriore balzo, con una banda spinta fino a 6,4 Gbit/s.

Il mini Pc formato Dell: Studio Hybrid

Dell presenta ufficialmente un nuovo desktop molto interessante, lo Studio Hybrid ricalca le linee della serie Studio già vista nei notebook dell’azienda e si rivela come un sistema completo di dimensioni contenute e stile accattivante.

 

 

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Questo mini Pc desktop offre una configurazione base composta da un processore Intel T2390 da 1,86 GHz, 1 Gbyte di memoria Ddr2 e disco da 160 Gbyte Sata. La grafica è integrata nel chipset Intel (X3100) e anche nel modello base è presente un masterizzatore Dvd multistandard 8X di tipo slim e slot in. Questa configurazione viene proposta a 549 €.

 

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Grazie all’ottimo servizio di configurazione online di Dell si può arrivare a costruire uno Studio Hybrid con processore T8100 da 2,1 GHz, 4 Gbyte di memoria Ddr2 e disco da 320 Gbyte. Il prezzo finale è di circa 800€. In opzione è inoltre possibile montare un lettore blu ray per un totale di 949€, o acquistare uno dei monitor Dell a prezzi scontati.

 

 

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La personalizzazione è inoltre tenuta in seria considerazione, Dell permette infatti di scegliere il colore della scocca tra sei diverse opzioni oppure (non ancora disponibile in Italia) avere un case esterno costruito completamente in bambù.

Nvidia presenta le GeForce 9800GTX+, 9800GT e 9500GT

Nvidia presenta tre nuove schede grafiche della serie GeForce 9, aumentando l’offerta sulla fascia media e bassa del mercato con nuove Gpu derivate direttamente dalla serie 8.

 

 

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La prima scheda è l’ormai nota GeForce 9800 GTX+, una versione “spinta” della 9800GTX, già essa un restyle della 8800 GTS 512. La novità in questo caso è rappresentata dall’adozione del nuovo core G92b, con processo produttivo a 55 nm, 128 stream processor e frequenze di lavoro molto elevate. Il core opera infatti a 738 MHz, gli stream a 1.836 MHz e i 512 Mbyte di memoria Gddr3 a 1.100 MHz; la “vecchia” 9800GTX vanta rispettivamente 675, 1.688 e 1.100 MHz.

 

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Il secondo modello, di cui tanto si è vociferato, è la 9800GT: una scheda che riprende le ottime caratteristiche tecniche della fortunata 8800GT e le espande con qualche interessante novità. Innanzitutto c’è da chiarire la questione relativa al processo produttivo: Nvidia per questa scheda utilizzerà sia i chip G92 prodotti a 65 nm della vecchia generazione sia i nuovi G92b a 55 nm. Consumi e prestazioni in overclock diverse per la stessa scheda, gli utenti probabilmente non saranno molto felici. Le altre specifiche indicano 112 stream rocessor a 1.5 GHz, un core operante a 600 MHz e 512 Mbyte di memoria Gddr3 a 900 MHz. L’unica novità è rappresentata dal supporto alla tecnologia HybridPower, ma solo per la versione a 55 nm.

 

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L’ultima scheda è destinata invece alla fascia medio bassa del mercato ed è il primo prodotto Nvidia con core a 55 nm ad affacciarsi in questo delicato segmento. La GeForce 9500 GT adotta 32 stream processor a 1.400 MHz e un core a 550 MHz. La scheda viene proposta in tre diverse versioni distinguibili dalla memoria utilizzata: la prima ha 512 Mbyte di Ddr2 a 500 MHz, la seconda 256 Mbyte di Gddr3 a 800 MHz e la terza 512 Mbyte Gddr3 sempre a 800 MHz. Il bus in questo caso è a 128 bit.

 

I prezzi, non ancora ufficiali, dovrebbero risultare molto contenuti: la 9800GTX+ si posizionerà stabilmente poco dopo il lancio a circa 199€, la 9800GT nell’intorno dei 149€ e la 9500 GT potrebbe scendere al di sotto degli 80€.

VIA Nano: la prima prova della Cpu concorrente di Atom

nano-logo-2-h.jpgChe VIA stesse lavorando da tempo a un nuovo processore, o meglio, a una nuova piattaforma dedicata ai sistemi netbook e nettop di nuova generazione era cosa risaputa; che le prestazioni e i consumi fossero ottimi è invece una bellissima sorpresa.

 

In questi giorni abbiamo infatti avuto modo di provare un sistema di riferimento basato sul nuovo processore VIA Nano, una Cpu perfettamente compatibile x86 (esattamente come quelle AMD o Intel, una volta installato il sistema operativo non ci sono differenze di compatibilità o limitazioni varie, come qualcuno in questi giorni ci ha più volte chiesto).

 

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Il processore riprende alcune delle caratteristiche del VIA C7, ma ne espande le potenzialità sia dal punto di vista delle prestazioni sia per quanto riguarda i consumi. La decisione di VIA di rendere i due processori intercambiabili permetterà inoltre già nel breve periodo un proliferare di soluzioni realizzate dai maggiori integratori e produttori sulla base di quelle già esistenti.
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VIA Openbook: in futuro adotterà Cpu Nano

 

Il campo di utilizzo è quello dei piccoli sistemi compatti o portatili, e si scontra dunque idealmente con l’ormai noto Intel Atom, adottato da un grandissimo numero di netbook in commercio.
 

VIA, ben conscia delle prestazioni offerte da Nano, è ottimista e convinta di poter conquistare una buona fetta di questo mercato, offrendo prestazioni superiori e consumi in generale inferiori o allineati.

 

La Cpu VIA Nano

 

Nano è la prima Cpu prodotta da VIA di tipo 64 bit superscalare con supporto alle istruzioni fuori ordine. Quest’ultima caratteristica permette di eseguire le micro operazioni all’interno del processore anche non nell’ordine prestabilito dal programma, sempre che esse non abbiano dipendenze dirette tra di loro. Grazie a questa tecnica è possibile impegnare completamente tutte le singole unità di calcolo all’interno di una Cpu, migliorando nettamente le prestazioni. Intel ha introdotto per la prima volta questa caratteristica con la prima generazione di Cpu Pentium ma, per contenere i consumi e la dimensione del chip, ha privato Atom di questa importante peculiarità.

 

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Diagramma a blocchi dell’architettura della Cpu VIA Nano
 
Nano si basa sull’architettura precedentemente conosciuta come Isaiah, con processo produttivo a 65 nm e dimensioni complessive estremamente ridotte: il die misura infatti solo 7,65 x 8,275 mm, mentre l’intero package è di 21 x 21 mm.

 

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La Cpu adotta un bus di comunicazione a 800 MHz, 64 Kbyte di cache L1 e 1 Mbyte di L2, oltre a supportare le istruzioni Sse per le applicazioni multimediali.
 

I modelli di Cpu proposti da VIA sono in totale 6: due versioni, denominate L offrono prestazioni (e consumi) superiori, mentre le altre quattro, chiamate U, hanno frequenze inferiori ma consumi quasi irrisori.

 

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Nel dettaglio possiamo vedere le frequenze operative, che vanno dagli 1,8 GHz della versione L2100 a 1 GHz del U2300. I consumi a pieno carico variano invece da 5 a 25 watt, con un idle stimato in 0,1 watt per tutti i modelli tranne il più veloce, che “raggiunge” 0,5 watt.
 

Per valutare le prestazioni offerte da questa nuova Cpu abbiamo utilizzato la scheda madre di riferimento VIA, un modello proposto come sistema di valutazione generale dal produttore stesso. Grazie infatti all’elevata standardizzazione offerta da VIA la Cpu Nano potrà essere utilizzata su schede prodotte da terzi, con elementi aggiuntivi perfettamente compatibili con il chip. Il chipset che gestisce il processore, il VIA CN896, supporta infatti memoria di tipo Ddr2 fino a 4 Gbyte 667 MHz (Atom si ferma a 2 Gbyte a 533 MHz), un Pci Express 16X e due 1X (Atom solo un 1X) e quattro periferiche di archiviazione Sata e una Ide.

 

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La presenza di tutte le connessioni standard permette di utilizzare la piattaforma come sistema completo, virtualmente senza limitazioni evidenti all’espandibilità complessiva. Nel modello di riferimento da noi provato è presente addirittura una Pci Express 16X che, secondo VIA, permette di utilizzare una scheda grafica discreta anche di fascia alta. Le prestazioni offerte sono tali da poter utilizzare titoli di alto livello, Crysis compreso. Ovviamente non si possono ottenere le stesse prestazioni di un desktop da gioco, ma VIA ha voluto mostrare come sia davvero possibile giocare a Crysis su un sistema basato su Nano.
Nei casi più pratici la scelta di VIA di adottare queste specifiche aperte permette ai produttori di creare piattaforme dotate di schede discrete di fascia media, con un ottimo compromesso tra la potenza disponibile e il consumo energetico.

La grafica integrata si basa sul VIA Chrome9 HC, una soluzione DirectX 9 dotata di accelerazione video per i flussi Mpeg-2 e il pieno supporto ai video in alta definizione, sia 720p sia 1080i.

Le prestazioni

La configurazione di test comprende, oltre alla scheda di riferimento VIA dotata di un Nano L2100 a 1,8 GHz, 2 Gbyte di memoria Corsair Ddr2 a 667 MHz e un disco Seagate Barracuda 7200.11 di ultima generazione da 320 Gbyte. Per saggiare le potenzialità avanzate del sistema, mettendolo nelle condizioni di lavoro “più pesanti” abbiamo provato a installare il sistema operativo Windows Vista Home Premium, praticamente inaccessibile per i sistemi Atom. VIA fornisce invece i driver anche per questo sistema e, come dichiarato dall’azienda, i nostri test mostrano come la macchina sia perfettamente in grado di far funzionare abbastanza bene anche Vista.
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pcmv_medium.jpgIl Pc Mark Vantage, un test che non rientra sicuramente nella categoria “leggera”, mostra nel complesso un ottimo risultato, decisamente superiore alle nostre aspettative.

Tra gli altri test segnaliamo come Cinebench R10, basato su un software di rendering che molto probabilmente non sarà mai installato su sistemi di questo tipo, abbia raggiunto un punteggio più che accettabile, pari a circa il 40% di una Cpu desktop di fascia media in modalità single core. Per sistemi netbook o nettop tale risultato è davvero molto elevato.

Per valutare Nano nel contesto più ampio possibile abbiamo anche effettuato una compressione video in alta definizione, una pratica che, fino a poco tempo fa, era esclusiva solo dei sistemi più potenti. Il risultato è circa 10 volte superiore (misuriamo un tempo, quindi corrisponde a prestazioni inferiori) a una Cpu Intel Quad Core a 3 GHz, il massimo che il mercato può offrire. La comparazione non è da prendere alla lettera, valutando la differenza di prestazioni tra le due, ma serve a indicare che, questa Cpu nata per i piccoli sistemi economici e a basso consumo, non arranca in maniera evidente nemmeno in scenari complessi come questo.

 

screenshot_dolphins.jpgPassando a test forse più adatti a mostrare uno scenario reale di utilizzo possiamo affermare che la Cpu VIA Nano L2100 permette di fruire in maniera ottimale di filmati anche ad alta definizione, grazie a una potenza di calcolo sufficiente anche nei momenti più “difficili”.

Infine il consumo di energia elettrica, a pieno carico la macchina ha assorbito un massimo di 50 watt, un valore che ne permette l’utilizzo in sistemi nettop di nuova concezione e, per quasi tutte le versioni di Nano anche in sistemi netbook come gli ormai diffusi Eee Pc, MSI Wind o Acer Aspire.
 

VIA ci ha sorpreso, prestazioni abbastanza buone da poter fare cose che Atom non permette (video HD in primis), consumi a livelli molto buoni e un rapporto tra i due davvero stupefacente. Il successo o meno di questa piattaforma sarà una decisione delle case produttrici più importanti ma, sinceramente, non ci dispiacerebbe affatto vedere numerosi dispositivi basati su questa nuova Cpu nel futuro più prossimo. VIA inoltre, rispondendo a una nostra domanda diretta, ha affermato che Nano è perfettamente predisposto per essere in futuro riconfigurato in modalità dual core, affiancando in un unico package due die distinti. Consumi superiori ma prestazioni di un altro livello.

Le prime indiscrezioni sui prossimi MacBook e MacBook Pro

Sarà un autunno pieno di novità per Apple. L’ormai certa presentazione dei nuovi modelli MacBook Pro (e probabilmente MacBook) si sta negli ultimi giorni arricchendo di numerose indiscrezioni da fonti che, nel recente passato, hanno dimostrato una conoscenza molto buona dei piani a breve termine di Apple.

I nuovi portatili avranno una forma più simile a quella del MacBook Air rispetto a quelli attuali anche se, per forza di cose, non saranno altrettanto sottili e leggeri. Una delle novità più gettonate è però un nuovo trackpad, costruito in vetro e dotato di funzioni molto simili a quelle dello schermo multi touch dell’iPhone.

Le sorprese saranno però probabilmente più all’interno che all’esterno: secondo AppleInsider Apple potrebbe integrare nella prossima generazione di MacBook una nuova architettura generale, abbandonando l’ecosistema “Centrino” sul quale erano fondamentalmente basati i modelli attuali.
 

I processori rimarranno sicuramente Intel, e probabilmente vedremo sia dual core ad elevata frequenza (fino a 2,93 GHz) sia, per la prima volta, processori quad core. Le differenze risiederebbero invece nelle altre componenti, Apple, preoccupata dei piccoli problemi avuti da Intel con la grafica integrata nell’ultimo periodo potrebbe scegliere di adottare chipset e Gpu di altri produttori: in parole povere Nvidia.

Inoltre sono in molti a sperare di vedere la prima incarnazione di tablet multi touch Apple, chiamato finora in maniera confidenziale dagli appassionati della mela “MacBook Touch”; in rete sono presenti numerose raffigurazioni di come gli utenti vorrebbero il dispositivo, alcune delle quali davvero ben riuscite.

 

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Che ne pensate? Vi piacerebbe una macchina di questo tipo?

 

A settembre, giusto dopo le vacanze, ne sapremo certamente di più.

AMD e Nvidia puntano ai 40 nm per le prossime Gpu

Le due maggiori aziende produttrici di chip grafici discreti (AMD e Nvidia) hanno la ferma intenzione di introdurre il prossimo anno un nuovo processo produttivo a 40 nm per i propri prodotti.

La scelta appare in controtendenza con le tappe fissate dal colosso Intel che, dopo aver avviato alla fine del 2007 il processo a 45 nm, punta deciso verso i 32 nm.

AMD e Nvidia invece “salteranno” i 45 nm per le Gpu, adottando direttamente i 40 nm grazie alle tecnologie messe a punto dalle fonderie taiwanesi produttrici fisiche delle Gpu americane.

 

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La notizia appare interessante in quanto, se il passaggio dai 65 nm ai 55 nm non è stato altro che uno shrink ottico (in pratica hanno “ridimensionato” le strutture precedenti, una specie di “zoom”), quello verso i 40 nm porterà con sé numerose novità tecnologiche e microelettroniche.

Data la dipendenza da fattori esterni (in questo caso le fonderie taiwanesi) AMD e Nvidia probabilmente rilasceranno la prossima generazione di schede grafiche quasi contemporaneamente, annullando il prezioso vantaggio temporale di qualche mese accumulato da Nvidia negli ultimi anni.

Da Intel tre nuove Cpu per notebook: arriva il quad core

Intel si prepara a lanciare gli ultimi processori della linea Core 2, sia per desktop sia per notebook, prima del debutto in grande stile della nuova microarchitettura Nehalem.

Nei prossimi mesi vedremo infatti un buon numero di nuovi prodotti, tutti o quasi molto interessanti.
 

Per quanto riguarda il segmento notebook la prima Cpu a raggiungere i mercati sarà l’attesissimo Core 2 Extreme quad core: 2,53 GHz, Fsb a 1.066 MHz e 12 Mbyte di cache L2. Chiamato QX9300 sarà disponibile intorno al 17 agosto, con un Tdp di 45 watt e un prezzo (per gli integratori) superiore ai 1.000 dollari per unità.

 

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Contemporaneamente sarà reso disponibile il nuovo top di gamma dual core: il T9800 con frequenza di 2,93 GHz, 6 Mbyte di cache L2 e Tdp di 35 watt. Il processore affiancherà il T9600 con le stesse caratteristiche tecniche ma con frequenza di 2,8 GHz.

Il VelociRaptor anche per server

Dopo l’introduzione del disco VelociRaptor, l’attuale primatista prestazionale per i sistemi desktop, Western Digital propone una nuova versione di questo piccolo gioiellino tecnologico, stavolta adatta (soprattutto) per sistemi server.

Le differenze tra il modello desktop e questa versione sono fondamentalmente tre: il mancato utilizzo dell’IcePak, il sistema di raffreddamento adottato per rendere il disco adatto ai vani da 3,5 pollici, la capacità ora di 150 e 300 Gbyte e la latenza di accesso che, grazie a un’elettronica più raffinata tocca ora i 3 ms, contro i 5,5 ms della controparte desktop.
 
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Il disco è infatti basato sul fattore di forma 2,5 pollici e adotta una velocità di rotazione di 10.000 giri al minuto, 16 Mbyte di cache e interfaccia Sata II da 3 Gbit/s.

 

La rimozione del sistema di raffreddamento, insieme alla garanzia quinquennale e alla durata dichiarata di 1,4 milioni di ore rendono il disco perfettamente adatto all’impiego server.

Google Knol apre i battenti

Dopo una fase di test approfondito, durata qualche mese, Google ha reso finalmente pubblico Knol, la risposta del colosso di Mountain View alla sempre più diffusa Wikipedia.

 

Knol, secondo le intenzioni di Google, vuole offrire una serie di articoli più completi e attendibili rispetto a Wikipedia, grazie a un controllo più accurato dei contenuti pubblicati.

 

Uno dei “problemi” di Wikipedia è infatti (sempre secondo Google) la difficoltà nell’essere certi che i dati pubblicati corrispondano al vero. Knol per evitare questo permetterà di scrivere articoli solamente a persone autorevoli ed esperte, ampliando pian piano il bacino di utenza degli sviluppatori. Per il momento sono infatti molti i nomi illustri (nel loro ambito) che hanno scritto articoli per Knol.

 

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Gli altri utenti potranno suggerire modifiche o correzioni agli articoli che, prima di essere inserite, verranno però vagliate dagli autori originari. Per ogni argomento inoltre, sarà possibile avere più articoli diversi, in modo da rispondere meglio alle esigenze dei singoli visitatori.

 

Un sistema di votazione permetterà inoltre di valutare, a prima vista, la completezza delle informazioni secondo gli utenti che hanno già visto la pagina.

A settembre arriveranno gli Atom dual core

Il nuovo piccolo processore Intel Atom, lanciato solo da qualche mese, ha già un successore. Seguendo l’onda dell’evoluzione continua del nuovo mercato netbook Intel ha infatti intenzione di presentare il 21 settembre una versione dual core di Atom, battezzata A300 (i modelli attuali appartengono invece alla famiglia A200).

 

 

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Un wafer di Cpu Atom single core

Le specifiche sono le stesse del modello single core: frequenza massima di 1,6 GHz, bus a 533 MHz e 1 Mbyte di cache L2 (2 x 512 Kbyte). I prezzi invece non saranno troppo diversi dagli attuali: un A230 (single core) è venduto da Intel a 29$, mentre la nuova versione top di gamma A330 sarà proposta inizialmente a 43$.

 

Nessun problema inoltre per i produttori di schede madri e per gli integratori: il nuovo processore adotterà lo stesso socket BGA 437 del precedente e i livelli di consumo non dovrebbero richiedere grosse modifiche ai dissipatori.

Phenom a 45 nm: i primi test sui consumi sono incoraggianti

AMD è sempre più vicina all’introduzione del nuovo processo produttivo a 45 nm che, secondo i dati in nostro possesso, dovrebbe permettere una significativa riduzione dei consumi contestualmente a un incremento delle prestazioni e della frequenza operativa.

 

La nuova tecnologia permetterà un discreto rinnovo di tutta la gamma Phenom, con nuove Cpu dai consumi ridotti paragonabili a quelli ottenuti da Cpu Intel.

 

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Il sito cinese zol ha avuto la possibilità di testare la prima Cpu costruita con questo processo produttivo, equipaggiata con 6 Mbyte di cache L3, un valore triplo rispetto ai 2 Mbyte adottati attualmente.

 

I dati si riferiscono al consumo di un sistema completo basato su Cpu Phenom “Agena” (i modelli attuali a 65 nm) e i nuovi “Deneb” a 45 nm, entrambe alla frequenza di clock di 2,3 GHz.

 

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Consumi in idle: i 45 nm portano una riduzione di 29 watt (17%)

 

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Consumi a pieno carico: in questo caso il miglioramento è di 46 watt (23%)

I risultati sono incoraggianti, le nuove Cpu dovrebbero finalmente colmare il gap tecnologico accumulato nell’ultimo periodo e, secondo i piani dell’azienda, riportare AMD a competere in maniera ancora più adeguata con lo storico rivale Intel. I primi modelli arriveranno sul mercato entro qualche mese, non mancheremo di informarvi sulle effettive potenzialità del nuovo core “Deneb“.

 
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